Non multa, sed multum!

Ultima

Tenebre #5

Essere luce nelle tenebre

Tenebre #4

In realtá saremmo troppo generici a considerare il concetto di tenebra in modo unico e univoco. Il concetto di tenebra nel cristianesimo é duale.

Il primo concetto si riferisce ad un eccessiva presenza di luce esistenziale che viene percepita come tenebra e il secondo come assenza totale di luce.

Il primo é dovuto all´incapacitá interiore del senso della vista/percezione interiore di concepire o percepire la presenza della Luce superna. Il secondo é dovuto all´esperienza del male; non si parla del peccatuccio di gola, o di un breve eccesso d´ira ma di quella posizione esistenziale che prevede che il soggetto si erga a Dio di se stesso: é l´ego-idolatria.

Tenebre #3

francisco_de_zurbaran_053O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre

del cuore mio. Dammi una fede retta, speranza certa,

carità perfetta

e umiltà profonda.

Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera

e santa volontà. Amen.

Tenebre #2

134130298-siluette-notte-bosco-motivo-non-urbanoLa fame orgogliosa, che ci stringe e ci costringe a rifiutare di entrare nel buio della non-conoscenza, dell´ignoto, ci nega la possibilità di crescere come persone. La facilità di sfuggire all´ignoto e all´oscurità che l´avventura umana comporta è semplicemente terribile e inumana. Possiamo rimanere ancorati a ciò che marcisce dentro di noi ritenendo che sia meglio per noi finire i nostri giorni in cenere, che rischiare di addentrarci dentro ad una selva oscura in cui scopriamo il nostro essere, le infinite possibilità di crescita. È assolutamente e dannatamente facile rimanere per sempre meschini, essere umani che puzzano della muffa dello scontato. La paura che le tenebre che la verità di te comportano, é il più grande freno all´esplorazione del mistero che è dentro di noi. Con un semplice assenso puoi svoltare e distruggere ogni desiderio intimo e fragile di diventare altro, maturo e profondo: uomo. Fragilità che temiamo con tutto noi stessi e che per questo quasi inconsciamente reagiamo ritirandoci dal sentiero che ci porta dentro di noi. Forse è proprio nell´accettazione della nostra fragilità che possiamo dire di no al frutto della nostra abitudine e dire di si alla via che ci porta in fondo al bosco in cui è nascosta la sorgente della nostra vita. Porre il primo passo, volerlo con tutto noi stessi. La paura è freno e stimolo allo stesso tempo ad andare oltre.

Tenebre

lanterns_by_questionxxmark-d3l3ouy1La paura di fronte a noi

un abisso di tenebra, il passo sbagliato

la paura di fare quel passo verso di te

ignoto futuro

alla ricerca di sempre nuove fughe

metti il piede nella tenebra

e sei convinto di essere inghiottito dal buio

dell´ignoto.

Siamo tutti uguali di fronte

all´oscuritá

Ci assale la paura di lasciare il conosciuto

la consolazione dell´abitudine

la tenebra é lí che ti aspetta

ti desidera

La sfida é cominciata dal nostro primo giorno di vita

Esseri creati per l´ignoto da esplorare

che si ancorano al giá saputo e risaputo

Eppure sappiamo che nell´oscuritá

troveremo la vera conoscenza

spinti fuori in mare aperto

cielo plumbeo coprente il sole

Oscuritá é il tuo nome

O cuore fatti forte

gettati nell´oscuro

sarai liberato da ció che é comoditá vetusta e ammuffita

per entrare nel sempre nuovo

paradosso di ogni spirito

tenebra che si fa luminosa

morte che si fa vita.

Dietro di noi

Trovo questo video molto suggestivo. Avete la possibilitá di mettere i sottotitoli in inglese. Buona visione.

I volti e il volto

Le vacanze stanno per finire. 13 giorni intensi: affetti, emozioni, persone, amici, parenti, confratelli e consorelle. La vita scorre velocemente in base all’intensitá delle emozioni e dei sentimenti. Tutto scorre e tutto passa, solo i sentimenti toccano l’anima e in base alla loro intensitá ti lasciano un segno. Sono tutti segni d’amore. La memoria li custodisce gelosamente come tesori preziosi. Una strada verso l’Infinito, una strada verso l’eterno, verso la contemplazione del tuo volto luminoso.

La questione del gusto e affini #1

djangoNon so se capita anche a voi, ma io ho 41 anni suonati, e incomincio a riflettere un po´ su cose tipo: a 15 anni amavo follemente la chitarra di Van Halen, ora insomma, magari ascolto con piacere la chitarra di Django,. A 18 anni impazzivo per Jaco Pastorius, tanto che a Boston sono andato alla ricerca frenetica di LP rari del bassista, ora se mi metto lí ad ascoltare un bassista, non saprei dove girarmi… Ma la cosa ancora piú assurda é che fino a 37 anni, ogni minuto libero mi mettevo lí a suonare la chitarra elettrica, che ora se ne sta relegata in un fodero che mi guarda desolata… Insomma i miei gusti sono cambiati radicalmente, ad es. la mia casula della prima messa mi piaceva da morire quando l´ho comprata, oggi se dovessi ricomprarla andrei su un minimalismo decorativo assoluto, per non parlare delle liturgie stesse, che quando sono ampollose e “fumose” incominciano anche ad infastidirmi. Poi é venuta fuori questa cosa della cucina, che un po´per necessitá, ma soprattutto per passione incomincia ad occupare i miei interessi e appunto i miei gusti. Non so se é successo o succederá anche a voi, ma con l´etá si cambia, non so se ancora mi piace questa situazione, alle volte mi dico: “Eri un musicista e apprezzavi la buona musica, suonavi e ti esercitavi continuamente; ora ti preoccupi di come fare un buon risotto! Ma sei ancora tu?” e chiaramente sono ancora io, a meno che non mi sono modificato geneticamente di notte mentre dormivo. Ma allora? Cosa mi é successo concretamente? CONTINUA

Il ritratto della compassione

(omelia per la domenica 22 luglio 2012 su Radio Colonia)

Cari amici: Pace e bene!

Il Vangelo di questa domenica ci rivela il volto straordinario della compassione di Gesú. Gli apostoli dopo un´intensa giornata di evangelizzazione si riuniscono tutti attorno al Maestro per raccontargli quello che é successo. Gesú vedendoli stanchi li porta in un luogo appartato per riposarsi. Giá in questo gesto di compassione intravediamo tutta la delicatezza e l`attenzione che Gesú ha per i suoi discepoli. L´evangelista annota che il numero delle persone che li frequentava era cosí elevato che i discepoli non avevano nemmeno il tempo per mangiare. Salparono con la barca e si diressero verso una sponda del lago dove non c´era nessuno.

Ma cosa avviene di inaspettato? La folla intuisce dove si dirigeva la loro barca e un po´da tutti i paesi limitrofi li precedono. Qual´é la reazione di Gesú? Insomma, penseremmo noi, ma perché non ci lasciano un po´ in pace? E forse gli apostoli hanno pensato la stessa cosa… ma Gesú ci stupisce. Scende dalla barca, guarda la folla e invece che innervosirsi perché non puó mai trovare un po´di requie, prova compassione per questa gente, perché „sono come pecore senza pastore“ e incomincia insegnare loro molte cose.

Se qualcuno mi chiedesse quali sono le prove che Gesú é il Figlio di Dio, gli citerei subito questo passo stupendo del Vangelo di Marco. Da questi atteggiamenti affiora tutta la sua identitá divina, solo colui che é amore infinito, dopo una giornata intensa e snervante, puó provare compassione e donarsi ancora fin che gli rimane l´ultima goccia di forza.

Questo meraviglioso brano evangelico ci racconta che Gesú é sempre pronto ad accoglierci, ad amarci, ad avere compassione del nostro smarrimento, e quante volte lo siamo durante la nostra vita! Gesú é una delle manifestazioni piú belle del volto del Dio misericordioso. Cosa dobbiamo fare per poter incontrare questo volto e sentire il nostro cuore accolto, amato e illuminato? La strada piú breve é quella cercare Gesú, proprio come facevano quelle folle che lo cercavano e che gli chiedevano di insegnar loro la strada della vita. Intraprendiamo anche noi questa strada che incomincia proprio dal nostro cuore. Auguri e buona cammino!