Non multa, sed multum!

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Il ritratto della compassione

(omelia per la domenica 22 luglio 2012 su Radio Colonia)

Cari amici: Pace e bene!

Il Vangelo di questa domenica ci rivela il volto straordinario della compassione di Gesú. Gli apostoli dopo un´intensa giornata di evangelizzazione si riuniscono tutti attorno al Maestro per raccontargli quello che é successo. Gesú vedendoli stanchi li porta in un luogo appartato per riposarsi. Giá in questo gesto di compassione intravediamo tutta la delicatezza e l`attenzione che Gesú ha per i suoi discepoli. L´evangelista annota che il numero delle persone che li frequentava era cosí elevato che i discepoli non avevano nemmeno il tempo per mangiare. Salparono con la barca e si diressero verso una sponda del lago dove non c´era nessuno.

Ma cosa avviene di inaspettato? La folla intuisce dove si dirigeva la loro barca e un po´da tutti i paesi limitrofi li precedono. Qual´é la reazione di Gesú? Insomma, penseremmo noi, ma perché non ci lasciano un po´ in pace? E forse gli apostoli hanno pensato la stessa cosa… ma Gesú ci stupisce. Scende dalla barca, guarda la folla e invece che innervosirsi perché non puó mai trovare un po´di requie, prova compassione per questa gente, perché „sono come pecore senza pastore“ e incomincia insegnare loro molte cose.

Se qualcuno mi chiedesse quali sono le prove che Gesú é il Figlio di Dio, gli citerei subito questo passo stupendo del Vangelo di Marco. Da questi atteggiamenti affiora tutta la sua identitá divina, solo colui che é amore infinito, dopo una giornata intensa e snervante, puó provare compassione e donarsi ancora fin che gli rimane l´ultima goccia di forza.

Questo meraviglioso brano evangelico ci racconta che Gesú é sempre pronto ad accoglierci, ad amarci, ad avere compassione del nostro smarrimento, e quante volte lo siamo durante la nostra vita! Gesú é una delle manifestazioni piú belle del volto del Dio misericordioso. Cosa dobbiamo fare per poter incontrare questo volto e sentire il nostro cuore accolto, amato e illuminato? La strada piú breve é quella cercare Gesú, proprio come facevano quelle folle che lo cercavano e che gli chiedevano di insegnar loro la strada della vita. Intraprendiamo anche noi questa strada che incomincia proprio dal nostro cuore. Auguri e buona cammino!

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Non vediamo l’ora (Tolkien, Lo Hobbit)

Come mi suona male non poter scrivere L’Hobbit!

Comunque sia, sta per arrivare e la canzone centrale, un crossover tra gregoriano e musica celtica “per nani”, è già CULT!

Il mio ultimo “pallino”

Annunciare il Vangelo cosí: sine glossa!

(omelia per la domenica 15 luglio 2012 su Radio Colonia)

Cari amici: Pace e bene!
La seconda lettura di domenica prossima, tratta dalla lettera di S. Paolo agli Efesini, ci comunica una grande notizia: Dio ci ha scelti per diventare suoi figli in Cristo Gesú. Cioé ci chiama a partecipare alla sua vita intima d´amore. Non credo ci sia notizia piú bella in tutta la Bibbia, non solo Gesú ci ha annunziato che Dio Padre é un Dio d´amore, ma che questo Dio ha deciso di sua libera iniziativa di renderci beneficiari di questo suo amore. Chi ne ha fatto esperienza sa molto bene che differenza ci sia tra il vivere nella tristezza, nel risentimento e nel pessimismo e il vivere nella pienezza della gioia che scaturisce dall´esperienza dell´essere amati da Dio.
Cosa dobbiamo fare allora per uscire dal cupo grigiore della nostra vita? Quali sono i passi necessari per iniziare ad abbeverarci alla fonte della gioia e dell´amore? Innanzitutto se abbiamo scoperto che Dio ci é padre, come ci rivela Gesú, il primo passo da fare é quello di conoscerlo. Allora iniziamo a leggere ogni giorno un piccolo episodio del Vengelo, cercando di accoglierne il suo messaggio e cercando comprendere che Dio desidera condividere la nostra stessa vita. Se lo cercheremo con cuore sincero ad un certo punto sentiremo la gioia nascere dentro di noi, e incominceremo a desiderare di condividere questa gioia con le persone che conosciamo. Sapete, per annunciare il Vangelo non serve essere grandi esegeti e studiosi della Sacra Scrittura, basta accogliere il Vangelo nella propria vita e cercare di viverne il suo messaggio. Madre Teresa di Calcutta, P. Pio da Pietrelcina, S. Francesco di Assisi sono stati dei maestri nell´interpretare il Vangelo, perché desideravano conoscere Gesú e la sua parola e metterla in pratica. Il Vangelo ha solo bisogno delle nostre gambe, delle nostre mani, del nostro tempo, ma soprattutto del nostro cuore, in semplicitá, e il suo messaggio si irradia quasi automaticamente. Gesú nel vangelo di questa domenica prima di inviare i suoi discepoli ad annunciare la sua parola, raccomanda di non prendere assolutamente nulla! Niente soldi, niente pane, niente valigie, nessun mezzo di sussistenza, proprio perché Gesú vuole che il Vangelo si irradi dal loro sguardo, dal loro modo di fare, dal loro modo di comportarsi. Gesú per l´annunzio del Vangelo non si serve di campagne pubblicitarie costose che passino durante il film in prima serata. Il Vangelo va annunziato cosí: nudo e crudo! Testimoniando con la nostra vita che Dio ci riempie d´amore.

Anche Gesú si meraviglia

(omelia per la domenica 8 luglio 2012 su Radio Colonia)

Cari amici: Pace e bene!

Vi siete mai chiesti se Gesú, che é non solo uomo ma anche Dio, si sia mai meravigliato di qualcosa? Nel vangelo di oggi ne abbiamo proprio un esempio. Gesú ritorna nel suo villaggio d´origine, dopo che la sua fama di predicatore e di guaritore era arrivata anche a Nazareth. La sua predicazione non sembra peró avere l´effetto che aveva avuto a Cafarnao. Cosa succede? Gesú si trova dinanzi all´unico caso in cui la sua predicazione e il suo potere di guarigione vengono letteralmente annullate. Come é possibile? Quali sono le cause scatenanti?

I suoi compaesani si interrogavano dove mai Gesú avesse imparato quel modo di predicare, e come facesse a fare tutti i miracoli di cui avevano sentito parlare. Non era infatti il figlio di Maria e di Giuseppe? Non era lui il nostro carpentiere di fiducia? Come puó un carpentiere imparare quelle cose se é sempre stato fra noi?

Ecco quali erano le domande che correvano tra la folla rapidissime. Dubbi e perplessitá assalivano i compaesani di Gesú. E Gesú si meraviglia proprio di questo, che le persone che da sempre conosceva non si aprivano alla novitá di Dio. Non ritenevano possibile che Dio si potesse manifestare nel loro falegname di fiducia. Ah, quanto questi Nazarethani purtroppo ci assomigliano. Quante volte ci é successo che qualcuno che conosciamo da tanto tempo, un parente se non addirittura la moglie o il marito o un figlio, é venuto a casa da un incontro di preghiera o dalla messa entusiasta e voleva contagiarci raccontandoci cosa era avvenuto di bello e noi non gli abbiamo dato peso o addirittura l´abbiamo preso in giro? In quelle occasioni Gesú voleva parlare al nostro cuore, ma il pregiudizio verso la persona che ci vive accanto é stato piú forte. Davanti a questa incredulitá Gesú purtroppo non puó fare nulla. Ecco di cosa si meraviglia Gesú che di fronte all´evidente azione dell´amore di Dio siamo increduli! Sta a noi deciderci di aprire il cuore e di guardarci intorno perché sicuramente il Signore da tanto tempo sta cercando di comunicare con noi. Molte volte Gesú si manifesta in coloro che ai nostri occhi sono i piú deboli, coloro a cui abbiamo riservato nel nostro cuore l´ultimo posto. Ecco allora che oggi Gesú ci da una nuova occasione per incontrarlo, apriamo i nostri occhi, ma soprattutto il nostro cuore al suo amore.

Radio Colonia

Eccomi dopo tanto tempo. Vi propongo nei prossimi giorni le omelie scritte per una trasmissione radiofonica di Radio Colonia dal titolo “Pensieri religiosi”

Cari amici: Pace e bene!

(letture della messa del 1 luglio 2012)

Chi di noi non è mai stato attanagliato dalla domanda: perché nel mondo c´è il male? Il libro della sapienza ci assicura che Dio non ne è la sua origine, tutto il creato infatti è cosa buona e portatrice di salvezza. Ma allora da cosa dipende? Dagli albori della creazione, sappiamo dalla sacra scrittura, che l´antico avversario di Dio e del genere umano, il Diavolo, per invidia, ha introdotto la malizia nel mondo, ovvero la possibilitá che le nostre scelte prendano strade contrarie all´amore di Dio e questa malizia ha intaccato anche la creazione, in particolare la salute dell´uomo. Ma allora come possiamo rispondere alla domanda: come contrastare questo male che ci costringe ad una lotta quotidiana e che tante volte ci prostra?

Ci viene in aiuto il brano del Vangelo di questa domenica. L´episodio narra che Gesú, attorniato da una folla, viene toccato da una donna affetta da delle perdite di sangue da 12 anni. L´effetto è immediato, la donna sente subito di essere guarita. Ma anche Gesú percepisce che una forza è uscita da lui e con una certa determinatezza cerca la donna tra la folla. La donna si prostra dinanzi a lui e gli racconta l´accaduto. Gesú dice una frase semplice ma straordinaria: Figlia, la tua fede ti ha salvata, va in pace sii guarita dal tuo male. Il miracolo che la donna riceve è conferma di una veritá stupenda: affidarsi a Gesú nelle difficoltá porta la guarigione del nostro cuore. Si, perché il processo necessario per guarire nelle vita deve partire dal nostro cuore. Accogliere Gesú nella propria vita, riconoscerlo nelle persone che incontriamo, amarlo e servirlo soprattutto nei poveri e negli ultimi, sono le premesse ma anche il percorso della guarigione del cuore. Non c´è peccato, non c´è male morale e fisico che Gesú non puó aiutarci ad affrontare e a vincere.

Ma come fare, quali sono i passi da compiere? La donna del vangelo ci insegna che bisogna andare verso Gesú, cercare di entrare „in contatto“, con la preghiera. Ogni giorno il nostro cuore si puó rivolgere a Gesú con parole semplici, che sgorgano dal cuore come Gesú confido in te oppure Gesú ti amo o Gesú salvami. Non servono preghiere lunghe che „convincano Dio“ ma slanci del cuore che desiderano toccare il cuore di Gesú, anche quando lavoriamo, viaggiamo o siamo da soli apriamo il nostro cuore a lui in semplicitá e non saremo piú soli. Provateci, vi assicuro che funziona.

Mia mamma in negozio

Apprendo or ora da mio fratello che la mia mamma fa questi oggetti da arredamento:

Giá li amo!

Leggendo il giornale ho scoperto questo film-documentario Riding for Jesu. Il trailer giá mi “intrippa”. Non vedo l´ora di vedere il film.

La prima canzone del trailer é tratta dal Film Mississipi Adventure e la trovate qui nella sua versione originale:

Il potere della mela

Lezioni di autocontrollo #1

Mi trovavo sul treno ICE che mi portava ad Aschaffenburg, quando notai dei particolari inquietanti: il mio dirimpettaio alternava la lettura di un ebook ad un videogioco dalla grafica fiammante su un iPad di seconda generazione, il suo vicino aveva un iPhone 4a generazione attaccato ad un iBook, di fronte al mio posto c´era una ragazza con il MacBookPro di qualche anno fa, sempre bello nel suo design. Ormai alle porte di Aschaffenburg mi alzo dal posto e vedo che la maggior parte dei viaggiatori sono, per un motivo o per un altro, utenti Apple.

Qualche giorno fa mi sono incontrato con mio fratello in Italia per un evento di fraternitá. Abbiamo condiviso la camera, ma soprattutto abbiamo passato del tempo a condividere dei pensieri sulla “tecnologia”, chiacchierate veramente stimolanti, che ci hanno permesso in poche ore di allargare le nostre vedute. Lui sta leggendo un libro di Kevin Kelly dal titolo “Quello che vuole la tecnologia” (Ed. Codice ) . Le discussioni sono state entusiasmanti, tanto che ad un certo punto gli ho rubato il libro e in ogni momento libero ho cercato di leggerlo il piú velocemente possibile. Nel frattempo mio fratello é partito e anche io mi sono diretto a Roma per alcuni impegni.
Uno dei punti su cui abbiamo tracciato un pensiero comune é quello dell`autocontrollo che dovremmo avere con tutto ció che é “tecnologia”. Per molti puó sembrare un problema inesistente, mentre per noi non lo é affatto. Ma di questo ne parleremo piú tardi.
Vorrei ritornare all´esperienza del treno. Piú volte mi sono chiesto perché la gente compra Apple e la risposta che mi sono sempre dato é che sono oggetti “belli”. Non mi sono sbagliato e non mi sbaglieró mai a pensarla cosí. Ma questi oggetti contengono nel loro logo una specie di reminescenza, un archetipo che ripercorre la storia di ogni uomo fin dalla sua origine. Noi sappiamo che la nascita del logo é legata ad una proposta che l`ufficio pubblicitario della Apple fece a Jobs: la mela, il suo frutto preferito: disegnato in modo stilizzato con un morso. Quella mela ci riporta direttamente ad una storia antichissima, raccontata nel libro della Genesi. Per una serie di interpretazioni e di piccoli scambi dei copisti, il frutto proibito si trasformó nelle raffigurazioni artistiche in un frutto ben preciso: una mela. Lungi dal voler costruire dietrologie sul logo dell´azienda di Cupertino, mi sembra invece che lo stesso Jobs abbia colto il significato profondo di quel brano: la tentazione presenta l´oggetto del peccato in modo affascinante e suggestivo a tal punto da sollecitare la concupiscenza (desiderio) di Eva e ad indurla quindi a possedere l´oggetto della tentazione . Gli oggetti Apple quindi mi riportano alla mente il dinamismo classico della tentazione: “Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza”. Steve Jobs ha sempre saputo che le cose belle e affascinanti promettono quel di piú che tutti desidereremo, anche se non lo avremo o non lo saremo mai.
Ritornando quindi al treno che sfrecciava verso Aschaffenburg, mi sono chiesto, un po´ intimorito dalle circostanze, se gli utenti che stavano utilizzando quegli oggetti si rendevano conto del meccanismo a cui avevano ceduto.
Il mio discorso potrebbe essere inteso come un tentativo di demonizzare alcuni oggetti o alcune categorie di oggetti tecnologici, ma questo sarebbe un errore grossolano, infatti da parecchi anni sono un utente Apple, ho utilizzato il primo Macintosh e ora utilizzo un Mac Mini, che a differenza dell´Asus che ho giá installato 3 volte, non ha mai avuto bisogno di reinstallazioni ma solo di aggiornamenti che l´hanno fatto funzionare meglio. Quindi sono un utente Mac convinto, ma consapevole e quindi cerco di andare a grattare la superficie della parete di ogni proposta che Apple mi fa, dal Software all´Hardware. Da questi meccanismi psico-spirituali di antica generazione puó nascere la possibilitá di un autocontrollo sugli oggetti di ultima generazione. In fin dei conti tutto é messo al servizio del profitto e della creazione di una dipendenza da tecnologia, per guidarci verso nuovi bisogni non necessari. Solo una nuova consapevolezza ci potrá portare a sviluppare una riflessione su una delle sfide piú importanti della storia: essere controllati da altri o autocontrollarci per vivere liberi.
Nello scrivere mi é venuta fame e visto che qui sono eccezionali mi vado a mangiare una mela.
🙂

Mein Vater und ich an der Wand

Desidero condividere questo straordinario cortometraggio sull´alpinismo. Due scalatori, padre e figlio che scalano il Cervino. Bello, non c´é che dire.

 

Belle anche le musiche